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Lo stilista americano Jeremy Scott è il direttore artistico di Moschino dall’ottobre del 2013 e da allora ha rilanciato la casa di moda italiana, che non si era mai ripresa dalla morte del suo fondatore, Franco Moschino, avvenuta nel 1994.

Grazie a Scott nell’ultimo anno le vendite di Moschino sono cresciute del 20 per cento.L’eccentrico ed imprevedibile designer viene considerato il Barbie Boy, proprio per il suo stille colourfull e divertente, in una recente intervista, ha spiegato come ha fatto a rendere Moschino di nuovo popolare, re-inventandone lo stile e rivolgendosi a un nuovo target di clienti.

 

Secondo Scott, «niente è mai alla moda, niente è mai fuori moda» e per questo non segue le tendenze di cui parlano le riviste del settore e che si possono osservare sulle passerelle di altri designers. Scott è convinto che uno stilista debba essere prima di tutto una persona in grado di comunicare e che il suo scopo sia proporre abiti divertenti, che trasmettano uno significato a volte anche morale, molto profondo come l’uso del famoso simbolo ‘’marlboro’’ nella sua collezione AW2016, ‘’ Fashion kills’’ la moda uccide, starebbe a significare.

                                   

 

Ma in genere i principali riferimenti dell’estetica di Scott sono i simboli della cultura consumistica o della pop art americana, che si tratti del logo di McDonald’s come nella prima collezione realizzata per Moschino, delle orecchie di Topolino su un elmetto, o di un intera collezione dedicata alla donna ideale le Barbie.

Ecco alcuni miei look total Moschino:

      

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