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Il cibo si può stampare e mangiare.

L’ultima stranezza in fatto di ristorazione la propongono gli inglesi, inventando una stampante 3D che stampa il cibo come se fosse un’opera d’arte commestibile.

Questa è la nuova tendenza relativa al settore del cibo e della ristorazione.

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Nella capitale britannica, Londra, è stato infatti inaugurato FoodInk: il primo ristorante dove tutto, dal cibo ai bicchieri, dalle posate ai tavoli, è realizzato con le stampanti tridimensionali.

Uno stravolgimento della tradizione culinaria, una prospettiva futura che potrebbe diventare l’avanguardia ed una nuova concezione dell’arte della cucina.

La tecnologia delle stampanti 3D è ormai nota soprattutto nel campo della medicina, anche in quello del design, ma fino ad ora non era mai stata applicata al cibo.

 

Si tratta di una nuova tecnica di cottura ma anche di utilizzo della materia prima che viene elaborata in un modo totalmente opposto rispetto al metodo tradizionale.

Così i libri di ricette vengono sostituiti da macchinari in grado di cucinare ed assemblare ad arte varie tipologie di materie naturali al fine di proporre un nuovo modo di concepire il piacere di stare a tavola.

Le pietanze sono un mix di ingredienti della tradizione classica italiana e non, mentre i prodotti sono presi dalla gastronomia molecolare.

 Antony Dobrzensky, uno dei fondatori di FOODINK, spiega come si realizza il cibo, ovvero procedend oper più strati fino ad arrivare al piatto finito.

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Al progetto hanno partecipato anche Cristiano Pesca e Federica Ditta di “Wasp“, società italiana di Massa Lombarda, che ha stampato piatti e bicchieri partendo dalla porcellana liquida.

Il ristorante si è posto l’obiettivo di proporre cene “3D” itineranti al fine di far conoscere questa nuova tipologia di cucina in tutto il mondo.

A ottobre è prevista la tappa a Roma

 

 

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